martedì 24 aprile 2018

Alla Fine. Una tortilla possibile.


La fine è solo la somma di un percorso, di scelte fatte a discapito di altre, di sapori voluti e sapori rifiutati e, sapori non capiti. La fine è un prodotto fatto di vittorie e di sconfitte, di scommesse che nel tempo, se ti sarà andata bene e sarai stato bravo, ti garantiranno un rassicurante pareggio. La fine arriva nel momento in cui deve arrivare; semplicemente ha fatto il suo cammino, tra il sentiero tracciato dai nostri passi e quello ignoto, che ci siamo lasciati alle spalle.
E alla fine c'è una tortilla completamente sviscerata, annusata, toccata, pensata: voluta diversa. 
Alla fine c'è un dolce, o un dessert al piatto, forse; le definizioni, un pò, mi imbarazzano sempre. 
La fine sono io, il mio essere sempre nella vita "diversamente normale". 
Sono io che mangio pochissimi dolci, non per un conto di calorie, perché mi piace mangiare il salato, ma quando preparo un dolce mi sento tesa, innamorata e dannatamente felice.
Sono io che mi sveglio la mattina presto e sono già in ritardo, io che non riesco ad essere ordinata, io che quando porto le bambine a scuola la mattina sembro sempre uscita fuori da un fumetto partorito dalla mente di un disegnatore sotto l'effetto di lsd. Sono io che dico le parolacce, e sì. lo so, che non si fa, che non va bene, che sono una mamma....ma io devo dire qualche parolaccia. Mi aiuta a non esagerare quando mi arrabbio, mi aiuta a ridimensionare.
Sono sempre io che ho avuto fin qui, fino a questa idea di tortilla, una vita che solo io posso davvero capire. Esattamente come le vite di tutti gli altri, se ci si pensa bene.
La fine è un percorso dolce alla base del quale ho cercato di valorizzare le caratteristiche e gli ingredienti base della tortilla, ho cercato di buttare prima di tutto il famoso cuore oltre l'ostacolo, ho lavorato con impegno e piacere e ho deciso di giocarmi la mia ultima sfida di quell' Mtc come lo ho conosciuto, di quello che mi ha rapita e poi cresciuta. Cambierà molto e io vorrei esserci, vorrei un mio banco. Umilmente, anche Fantozzianamente ma Grandiosamente, per dirla alla Cetto La Qualunque e sdrammatizzare un momento emozionante.
Perché la mia vita, nemmeno per un attimo, è stata vissuta troppo lontano da una qualsiasi cucina.

E non credere mia adorata, regina  Mai , che abbia dimenticato il lato rock della faccenda: questo dolce è come questa storia.
 All'inizio pura energia, creatività , voglia di divertirsi ma anche tanta immaturità.insomma, una "Paradise City" dei Guns'N Roses. 



Poi la presa di coscienza, la scioglievolezza, i dubbi ma anche l'innamoramento, la voglia di migliorarsi, la potenza della fragilità. Si cambia disco "Creep" dei Radiohead.


E alla fine lo scrollarsi di dosso tutto, la soddisfazione, il sorriso appagato di chi ha capito che , alla fine, tutto andrà bene. Sempre avanti. Semplicemente "The Dog's days are over", Florence and The Machine.







Torta antica di patate, gelato allo zabaione di Marsala, terra di ovi mollis, "patate dolci glacé" e fragole al Marsala.



Torta di patate (ricetta Artusi)

per una tortiera tonda 20 cm di diametro


700 g di patate grosse e farinose 

150 g di zucchero
70 g di mandorle
30 g di burro fuso
1 pizzico di sale
Scorza di 1 limone bio grattata
5 uova
Zucchero a velo per decorare


Per prima cosa ho lavato e sbucciato le patate, poi l'ho cotte in vaporiera, si possono tranquillamente lessare ma io ho preferito la cottura a vapore che le rende leggermente più asciutte. Ho passato al setaccio, facendo attenzione ad eliminare i grumi. 
Ho unito le mandorle e lo zucchero, precedentemente frullati insieme fino ad ottenere una farina grossolana. In planetaria ho lavorato il composto 10/15 minuti, aggiungendo le uova una alla volta, la scorza di limone grattugiata finemente e, per ultimo, il burro fuso.
Ho versato l'impasto in una tortiera tonda da 20 cm e ho lasciato cuocere la torta per un 'ora a 180° forno statico. Ognuno ha il suo forno, vale sempre. Ho sfornato e fatto freddare.

Gelato allo zabaione di Marsala



4 tuorli
150 gr di zucchero
250 ml di latte
200 ml di panna
130 ml di marsala secco
Ho montato con una frusta i tuorli con lo zucchero, ho unito il latte e il marsala e, successivamente, ho versato il tutto in un pentolino e portato ad una temperatura di circa 82° a fiamma bassa, mescolando continuamente. Ho tolto dal fuoco il composto, leggermente addensato, ed ho raffreddato velocemente, inserendo il contenitore in un altro pieno di acqua e ghiaccio. Ho unito la panna fresca e ho montato per una trentina di secondi con il frullatore ad immersione. Ho lasciato riposare in frigorifero coperto per tutta luna notte. la mattina successiva ho versato lo zabaione freddo nella gelatiera e ho fatto mantecare per circa 40 minuti.

Terra di ovi mollis

g. 150 di farina 00
g. 100 di burro bavarese( o comunque di ottima qualita'
g. 50 di zucchero semolato fine
3 tuorli sodi
scorza di limone
1 pizzico di sale

Ho impastato gli ingredienti seguendo sabbiando burro e farina. Ho aggiunto lo zucchero poi i tuorli d'uovo sodi passati al setaccio e ho aromatizzato con la buccia di limone grattugiata.
Ho impastato velocemente compattando e riposto in frigo avvolta in carta per alimenti a riposare  per un oretta. Ho preso parte del composto freddo e l'ho spezzettato grossolanamente su di una teglia rivestita di carta forno, ho fatto cuocere in forno a 170° ventilato finché i bordi dei pezzi non sono risultati leggermente dorati. Ho tolto dal forno, messo a raffreddare su di una gratella e poi li ho sbriciolati con le mani per ottenere una sorta di terra. Ovviamente il quantitativo di impasto è molto rispetto a quanto richiesto dal dessert, di conseguenza con quello avanzato si possono fare deliziosi biscotti che vi assicuro non vedranno l'alba di un nuovo giorno.

Patate dolci glacè

1 patata dolce americana
20 g di burro
1 pezzetto di scorza di arancia non trattata
1/2 bicchiere d'acqua 

100 g di zucchero 
100 g d'acqua

Ho fatto questa cosa per la prima volta perciò sono andata per tentativi, non ero certa del risultato. Ho pelato la patata e l ho affettate a fette non troppo sottili. Le ho lasciate in acqua ghiaccia per una mezz'ora poi le ho asciutte bene e le ho fatte rosolare delicatamente in una padella antiaderente con il burro, aggiungendo se necessario un pochina d'acqua, per qualche minuto da entrambi i lati. Ho tolto le patate dal fuoco e messo ad asciugare su carta assorbente. Nel frattempo in un pentolino dal fondo spesso ho preparato uno sciroppo di acqua e zucchero con la scorza di arancia, ho rimesso in padella le patate, le ho coperte con lo sciroppo caldo, dal quale avevo eliminato il pezzetto di scorza, ed ho riportato al punto di leggera ebollizione. 
Ho scolato le patate e le ho fatte maturare una notte; il giorno successivo ho ripetuto interamente l'operazione con lo sciroppo di zucchero e anche il riposo. Pronte, andata.

Fragole al Marsala

5/6 fragole buone
1 cucchiaio di zucchero di canna
3 cucchiai di marsala

Ho pulito le fragole, le ho tagliate in piccolissime parti, tipo una mirapoix di fragole. Le ho condite con lo zucchero di canna e con il marsala.

Le ho lasciate maturare in frigorifero coperte per una notte intera.

Riguardo alla composizione del piatto ho dovuto pensare davvero molto. Volevo che gli elementi fondamentali, l'uovo e la patata, fossero davvero protagonisti; volevo che fossero presenti con forza nei due punti centrali del dolce, la torta di patate e il gelato allo zabaione. Però volevo anche che fossero presenti in forme diverse; ho scelto gli ovi mollis perché li trovo una grande espressione di come si possa valorizzare l'uovo nella pasticceria tradizionale e perché desideravo una croccantezza decisa li ho ridotti in sorta di terra, era fondamentale perché la torta di patate ha una consistenza morbida al centro e poi c'era un gelato che, essendo volutamente fatto con dell'alcol tende ad essere molto cremoso ma non congela del tutto in sostanza. So che esteticamente forse il fatto di dover fotografare un gelato non completamente in forma non è proprio una scelta corretta ma in questo caso ho dovuto fare una scelta di campo. Io volevo un gelato allo zabaione, carico di uova e di marsala: sapore intenso resa fotografica nulla. Chissene.

La patata, invece, base di una torta di casa sorprendentemente buona (io l'avevo già fatta una volta anni fa e quando è uscito il tema della sfida è il primo elemento cui ho pensato) dovevo inserirla anche in un modo inconsueto. Ho pensato faccio tipo dei marron glacè, delle patate glacè. O la va o la spacca questa volta e io sono una che ci prova. 
Se sbaglio vorrà dire che ho imparato qualcosa...se va bene meglio. 
La patata dolce la trovavo più adatta, come consistenza e come gusto, Ho ottenuto esattamente quello che volevo accadesse, solo che ,prima, non lo sapevo nemmeno io. La consistenza è molto simile a quella del marron glacè , leggermente diversa perché il procedimento stesso lo è. Poggiate sul gelato in quantità non esagerata mi sono piaciute molto; erano l'elemento candito," la caramella" al quale fatico a rinunciare.
Il dolce aveva quegli elementi della tortilla che mi erano sembrati fondamentali: la corposità di un dessert i cui sapori sono decisamente corposi, la sfumatura rustica legata ad una torta comunque decisamente casalinga, la sincerità di un gelato che non può mentire e la nota struggete del candito che incontra prima il gelato e in ultimo la terra croccante, la crosta della mia tortilla.
Però nella vita ci vuole anche un pò di leggerezza, di lievità e allora la freschezza delle prime fragole buone di stagione, che sono in effetti l'unico ingrediente
in più, intrise di Marsala con un retrogusto di caramello leggero conferito dallo zucchero di canna. 

Ho impiattato così un rettangolo di torta, poi ho fatto un cerchio di terra di ovi mollis su cui ho disposto gli altri elementi del dolce in modo che si potessero alternare e al tempo stesso unire tutti i vari sapori e le varie consistenze all'assaggio. 



Grazie Mai anche per questo ennesimo, straordinario banner.

Super loaves and simple treats ovvero l’impasto riposa



TAKE THE REST, é dunque il titolo del libro da cui sono tratte le stuzzicanti ed inusuali ricette che abbiamo provato in questo tiepido Aprile. La primavera è ormai pienamente sbocciata ed il sole inizia finalmente a scaldare tutto quello che fino ad adesso è rimasto coperto al 'caratteraccio' dell'inverno.
L'essere umano non è ancora pronto ad esplodere, a correre, a sfruttare a pieno le giornate sempre più lunghe; l'uomo ha bisogno di un risveglio lento, di tempi calmi ed indulgenti. Nessun libro poteva accompagnarci in modo migliore se non questo fatto di ricette semplici, salutari, spesso gluten-free o per intolleranti.
Ricette basate su principi di recupero di molti ingredienti esistenti da tempo e  accantonati per altri chimici secondo scelte commerciali.
Ricette che vedono protagonisti ingredienti che non siamo soliti usare alle nostre latitudini ma che certamente meritano lo sforzo di una ricerca divertente tra i mercati pittoreschi dei centri storici e i negozietti etnici che orlano le nostre città.
Io ho preparato questa Torta di Cocco e Pastinaca per il Tema del Mese targato Mtc, la ricetta la trovate qui e in nessun altro posto, insieme ad altre interessantissime ricette. 






































venerdì 20 aprile 2018

In principio. Tortilla de patatas,tradizionale.



Iniziamo dal principio, per carità.
In principio fu la tortilla; in principio io sono allergica alla cipolla.
Il seguito: io non ho mai preparato o assaggiato una vera tortilla di patate.
Frittate di patate tante ma anche queste, non è che siano proprio il mio piatto più apprezzato.
La frittata di patate che le mie figlie, ingrate, adorano è quella dell'occupante lato destro del letto.
Per questo in principio di questa storia, che porterà , si spera, ad una versione creativa e del tutto personale del concetto di tortilla, doveva esserci necessariamente lo studio da parte mia.
Doveva esserci la volontà di capire le caratteristiche e l'anima della tortilla, quelle che, tanto generosamente, ha regalato la meravigliosa Mai, nel suo post prima e, successivamente, in tutti i commenti e gli approfondimenti sparsi nell'etere, a sostegno di tutti quelli che, come me ora, “ci stanno a provà”.
Urgeva da parte mia, che mai ho cucinato né potuto assaggiare la vera tortilla nei miei numerosi viaggi in Spagna, un atto di totale umiltà e, in un certo senso, un atto di fede. L'umiltà fondamentale per bloccare la voglia di mettere del mio in questa versione base della tortilla; l'ho voluta in purezza, identica negli ingredienti, nelle dosi e nei procedimenti a quanto spiegato da Mai. L'atto di fede sta nel non poter capire fino in fondo il sapore di questa delizia. Mi sono dovuta “accontentare” della versione smunta, quella dei poveri, la senza cipolla. Mi sono gustata la mia e mi ho ascoltato. Ho ascoltato tutte le parole che l'occupante lato destro del letto ha usato per descriverla. Ho incrociato le parole sue e quelle di Mai e , forse, ho capito. L'anima corposa, rustica, sincera e struggente della tortilla. 
Inizia così il mio viaggio, intrapreso nel tentativo di riuscire a far parte di questa classe, di avere un banco che porti il mio nome.
E dunque in principio di questa mia partecipazione alla sfida Mtc numero 72, dopo la quale, in senso non troppo melodrammatico ma obiettivo, niente sarà più uguale, c'è la Tortilla de patatas, versione religiosamente tradizionale.

Ho realizzato la tortilla secondo le indicazioni di Mai, della quale riporto fedelmente la parole che meritano.

TORTILLA DE PATATAS

Ingredienti 


(per una padella di 20 cm di diametro)

600 g di patate (sbucciate)
5 uova (sempre dispari)
1/2 cipolla grande (di quelle dorate) 
olio extra vergine
sale

accompagnamento

10 friggitelli
2 cucchiai di olio evo
sale 


Lavate le patate e sbucciatele, tagliatele a pezzi irregolari* e friggetele con del olio in una padella molto capiente, e dopo 5 minuti aggiungete la cipolla tagliata a fettine molto sottili. 
Già qui ci sono diversi tipi di pensieri su come deve essere il taglio delle patate. 
Chi dice a dadini chi a giuliane chi come me li fa "alla buona" ossia tutti irregolari, perché mi da la sensazione che in questo modo si amalgamano meglio tra di loro e la tortilla venga più compatta.
Salate mentre friggono e girate ogni tanto per non bruciarle, sarebbe meglio farle saltare in modo di non spappolarle tropo, ma visto il peso non ve lo consiglio, se non siete pratici in sollevamento pesi... o come dico spesso « se avete i polsi collaudati». 

In un recipiente, sempre molto capiente, sbattete le uova e salate, pensate che le patate vano anche loro regolate di sale.
Quando le patate e la cipolla sono cotte e dorate, oserei dire fritte e croccanti, versatele dentro il recipiente con le uova sbattute, tenendo cura di non versarci l'olio ma lasciarlo nella padella.
A questo punto versate il composto nella padella, a fuoco basso, procurando non bruciarlo. Con il mestolo di legno, mi raccomando, controllare che non si attacchi anche se il massimo per una tortilla de patatas è il gioco di polso facendo si che questa si muova dentro la padella e non si attacchi, ovviamente non dovete essete sostenuto con l'Oglio, si era capito vero? ;)

Ed ecco che adesso viene la parte più temuta... GIRARLA! 
Niente panico!!!
Dovete soltanto avere un piatto piato, abbastanza grande da coprire giusto la padella, datemi reta e inumiditelo con dell'acqua dalla parte dove si appoggerà la tortilla, in questo modo scivolerà da sola e non farete fatica a rovesciarla, altrimenti vi assicuro che l'uovo si appiccica!
Allora, ci siamo? Facciamolo insieme:
mettiamo il piatto sulla padella, appoggiamo la mano sopra mentre con l'altra mano prendiamo la padella e la giriamo, accompagnando il piatto.
Stop!
Fatto!
Ma non è finita perché ora viene una parte al tanto quanto importante, quella del rimboccare la tortilla, mi raccomando sempre con un mestolo di legno, e in questo caso con la parte concava, e cominciate a rimboccare tutto intorno la frittata, come quando fate il letto, non so se mi spiego… ma con questo trucchetto è come si ottiene quel "effetto cuscinetto imbottito" che fa tanto figo!
Molt bé! Adesso siamo alla fine, potete far scivolare la tortilla dalla pentola stessa su un piatto se volete, ma io vi consiglio di ripetere lo stesso procedimento di prima, soltanto che questa volta non serve bagnarlo pere farla scivolare. 

Ho accompagnato la tortilla con una verdura semplice che amo molto, i peperoni verdi dolci, i friggitelli, semplicemente saltandoli a fuoco vivace in padella in un filo d'olio evo e condendoli con un pizzico di sale.

Mai grazie mille, mi sono divertita tantissimo e so di aver commesso anche degli errori; ad esempio avrei dovuto far cuocere e "sbruciacchiare" di più le patate e le cipolle, ho avuto paura di esagerare ed ivece avrei fatto meglio a farle saltare per qualche ulteriore minuto. Scusami.

martedì 27 marzo 2018

Casatiello!


Devo ringraziare il Calendario del Cibo Italiano per avermi fatto scoprire in occasione della giornata di oggi un lievitato delizioso, tipico delle Festività Pasquali e delle zone campane.
Provatelo!

Casatiello


500 g. di farina manitoba
250 g. di lievito madre attivo( io ho sostituito con un lievitino realizzato con 100g di acqua, 12 g di lievito di birra e 150g di farina 0)
130 g. di zucchero (il mio è già vanigliato)
5 uova
70 g. di burro morbido
3 g. di sale
80 g. acqua
1 fialetta di millefiori
1 bustina di vanillina
120 g. di frutta candita a pezzetti

copertura
1 albume
zucchero a velo q. b.
diavolini e anicini


.
Unite in planetaria il lievito madre attivo sciolto, o come nel mio caso il lievitino che ha riposatocirca 7/8 ore, e impastare a velocità 2 unire le uova, una alla volta, quindi la farina, il sale e lo zucchero. Quando il composto si sarà compattato, unire gli aromi ed infine il burro morbido poco alla volta.
Impastare a velocità 2 per 10 minuti e a vel 3 per 2 - 3 minuti. L'impasto deve incordarsi. Unire i canditi impastando ancora brevemente a velocità 2 per 2 minuti.
Trasferire l'impasto sulla spianatoia e impastare ancora per qualche minuto a mano, formare una palla ruotandolo sui palmi delle mani, lasciare riposare coperto per circa un'ora. Al termine, ruotare ancora sui palmi e adagiare l'impasto in una teglia per casatielli dal diametro di base di 16 cm. unta di burro(oppure usate gli stampi per panettoni da 250g, in tal caso ve ne verranno 2)
Lasciare lievitare coperto (con un foglio formato da più stati di pellicola sovrapposti ed unto o un tovagliolo bagnato e strizzato) fino a che il casatiello non fuoriesca dal bordo della teglia formando la caratteristica cupoletta, circa 6 – 7 ore. 
Cuocere in forno già a temperatura a 180° statico per 45 minuti ruotando la teglia a metà cottura ovviamente fa fede la prova stecchino. Coprire se si dovesse scurire. Ruotare la teglia a metà cottura.
Lasciare intiepidire il casatiello quindi sformarlo, non attendere troppo, queste teglie trattengono l'umidità.
Il giorno dopo preparare la glassa montando con lo sbattitore elettrico l'albume con tanto zucchero a velo quanto basta per ottenere una glassa soda e spumosa (non una meringa) spalmare un sottile strato di glassa sul casatiello (non eccedere altrimenti cola e casca!!!) decorare con i confettini, trasferire in forno già a temperatura 70 - 90°, ventilato, lasciare asciugare per crca 20 minuti.


TI FACCIO N'UOVO:EGG CLOUD!



Di nuovo un mese interessante, di nuovo un libro da spulciare, di nuovo tante ricette da provare, di nuovo tanta voglia di condividere.
Di nuovo Club del 27!
Questa volta ci siamo divertite con un libro che ha per argomento l'ingrediente più importante delle Festività pasquali imminenti, sua maestà l'Uovo. 
Il libro è 'The perfect Egg' di T. Fischer e J. Park. ed è pieno di proposte diverse e stuzzicanti per iniziare a guardare questo alimento con uno sguardo carico di rinnovato interesse.
Non sottovalutiamo l'uovo: è alla base delle tradizioni gastronomiche in tutte le culture ed è assoluto sinonimo di versatilità.

Noi siamo il Club del 27 e questo splendido banner lo ha ideato quel genio della Mai.



Egg Cloud

Ingredienti

4 uova
1 cucchiaio di parmigiano reggiano grattugiato
1 pizzico di sale
pepe qb

Realizzazione

Preriscaldate il forno a 190°C. Nel frattempo, separate le chiare dai tuorli, con delicatezza, stando attenti a non rompere il cuore giallo. Una tecnica che uso, in questi casi, è di aprire l’uovo in una mano e far calare l’albume in una ciotolina, trasferendo delicatamente il tuorlo in un’altro contenitore.
Montate gli albumi a neve ferma, poi unite il parmigiano ed il sale, aggiungendoli con una spatola e facendo attenzione a non smontare le chiare.
Con un cucchiaio disponete gli albumi in quattro mucchietti su una teglia rivestita di carta forno. Poi, formate un avvallamento centrale in cui andrete a posare il tuorlo. Uno per ogni nuvola.
Cuocete per 14-16 minuti per avere tuorli ben cotti, riducete il tempo a 8-10 minuti se preferite che il tuorlo rimanga morbido e cremoso. Io non amo le uova troppo cotte e le ho tenute in tutto 8 minuti.

domenica 25 marzo 2018

Afternoon tea for my friends


E' a colpi di Afternoon Tea anglosassone che ci sfidiamo questo mese in Mtc.
Valeria, splendida vincitrice della sfida n70 sull'affumicatura, grazie a questa ricetta strepitosa, ci ha chiesto di spolverare i serviti da tè di nonne e zie e di fare un tuffo fin dentro quella tradizione inglese tipica delle ore 17 del pomeriggio che le appartiene da quando si è trasferita a Bath.
Valeria ci ha svelato la storia e i segreti di questo momento, tanto caro agli inglesi, ci ha aiutato a comprenderne il significato e ci ha consegnato un tesoro di possibili ricette con cui realizzare piccole delizie sia dolci che salate perfette per conquistare i nostri ospiti e rendere ancor più piacevole un pomeriggio trascorso a chiacchierare e sorseggiare tè in compagnia.
Devo ammettere che la mia ignoranza in merito a tutta la questione era notevole, tanto che ho impiegato molto più tempo a cercare di capire quali scelte potessero essere corrette e in quale modo avrei potuto fare mio questo tema, piuttosto che a cucinare.
In Inghilterra sono stata svariate volte; adoro Londra, è una città i cui non mi stanco mai di tornare, mi piace perdermi tra le sue strade, mi piace la sua versatilità capace di permettere a chi la visita più volte in momenti diversi della vita di riconoscerla e al tempo stesso di non trovarla mai uguale a se stessa. Ho un debole per le atmosfere inglesi, per quel gusto un po' Vittoriano e un po' futuristico che fa da sottofondo a tutto ma non sono i miei ricordi di viaggio anglosassoni il tema del mio afternoon tea; sono gli invitati, sono le persone a cui avrei voluto servire il mio tè, il vero tema che ho scelto. La mia idea è stata da subito quella di realizzare un afternoon tea dedicato alle mie amiche. A quelle che mi sono accanto da tutta la vita e a quelle che ho incontrato negli ultimi anni, a quelle che lavorano tutto il giorno e tornano stanche la sera, a quelle che non lavorano e stanno a casa con i figli e sono ugualmente stanche la sera; a quelle che abitano lontano eppure è come se non fossero mai partite e a quelle che, pur stando a due passi da me, non riesco mai a vedere.
Alla mia amica che ha bisogno di tanto coraggio per affrontare un dolore grande, a quella che dice sempre di aver tanto coraggio e poi in camera sua ha paura del buio, a quella che pensava che non sarebbe mai stata adatta a fare la madre ed ora aspetta il terzo figlio, a quella che ha sempre sognato di essere madre e quando lo è diventata si è sentita frustrata e sopraffatta.

Alla mia amica bella, alla mia amica intelligente, alla mia amica vulcanica e a quella pigra; a quella che ti consola trovando le giuste parole e a quella che lo fa rimanendo in silenzio nello spazio di un abbraccio. Io sono quella che cucina ed è per questo che nel migliore dei mondi possibili alle 17 di un qualsiasi venerdì pomeriggio le mie amiche, tutte insieme, avrebbero dovuto condividere questo tè, in una pausa dalla vita quotidiana, una pausa dolce perché le mie amiche sono tutte golose, in uno spazio libero, spensierato, allegro e oscillante tra la raffinatezza di un servito da te fiorito e rubato e l'assolo rock di una tovaglia non stirata.

Afternoon Tea 

-Cake 'brinato' agli agrumi e more
-Shortbread all'arancia con granella di noci e pepe della Gamaica
-Biscotti al cacao amaro e salsa al caramello salato

-Tè nero aromatizzato al rum e bergamotto

Per tutte le preparazioni mi sono ispirata alle ricette indicate da Valeria e anche a quelle di Patty e di Araba; ho studiato le loro ricette e ho cercato di inserire delle modifiche che mi rappresentassero.


  


Cake 'brinato' agli agrumi e more



75 g di burro ammorbidito
125 g di zucchero
150 g di farina autolievitante
1 cucchiaino di lievito in polvere
2 uova medie
2 cucchiai di orange curd
2 cucchiai di latte intero
more
Per la copertura brinata
la buccia di un limone
2 cucchiai di zucchero
Preriscaldate il forno a 180°C in modalitá statica o 160°C in modalitá ventilata.
Ungete e rivestite di carta da forno uno stampo da plumcake da 1kg circa.
Montate il burro con lo zucchero per una decina di minuti ottenendo un composto chiaro e spumoso. Mescolate insieme la farina con il lievito ed aggiungeteli all'impasto insieme con le uova, l'orange curd ed il latte sempre mescolando, fino a che tutti gli ingredienti non saranno amalgamati.
Versare nello stampo preparato in precedenza ed infornate per 40-45 minuti.
Nel frattempo avrete unito lo zucchero con la scorza del limone, frizionando con le mani.
Versare sulla torta ancora calda e dentro lo stampo. Lasciare raffreddare completamente prima di servire.

Shortbread all'arancia con granella di noci e pepe della Giamaica
Ingredienti
175 g di farina 00
75 g zucchero semolato + extra per spolverare
175 g di burro a temperatura ambiente (di ottima qualità)
75 g di semola rimacinata
la scorza di una arancia non trattata


per la copertura alle noci e pepe della Giamaica
30 g di noci sgusciate
2/3 bacche di pepe
1 cucchiaio di zucchero di canna
Metti tutti gli ingredienti in una ciotola e strofinali con la punta delle dita fino a che non  otterrai delle briciole non troppo grosse e l'impasto comincerà a stare insieme. Impasta velocemente per ottenere una palla quindi imburra e fodera con carta da forno uno stampo a cerniera da 20 cm di diametro. Trasferiscivi l'impasto e pressando con delicatezza, distribuiscilo su tutta la superficie. Con il retro di un cucchiaio (o anche con un pestacarne), livella l'impasto schiacciando senza troppa forza.Con una forchetta buca tutta la superficie. Prepara la granella di copertura frullando insieme le noci con lo zucchero di canna. Unisci il pepe pestato e poi distribuisci la granella di noci su tutta la superficie. Cuoci gli shortbread al centro del forno a 150° C da 1h ad 1h ed un quarto (controlla via via il tuo forno). La superficie dovrà essere dorata pallida.Togli lo stampo dal forno e lascia raffreddare 10 minuti prima di tagliare lo shortbread in 12 spicchi. Togli tutto con attenzione (sono friabilissimi) dallo stampo e lascia raffreddare completamente su una griglia. 



Biscotti al cacao amaro e salsa al caramello salato
110 g di farina
30 g di cacao amaro
un generoso pizzico di sale
115 g di burro 
60 g di zucchero a velo

per la salsa al caramello salato
160 g di zucchero
250 g di panna fresca
50 g di burro salato
1 pizzico di fior di sale

Setacciare farina, cacao e sale.
Sbattere con le fruste (o in planetaria con il gancio a K) il burro morbido per circa 3 minuti, finchè chiaro e montato. Unire lo zucchero a velo e sbattere altri 3 minuti.
Unire ora il composto di farina girando solo il tanto che basta a far si che l'impasto stia insieme.
Versare l'impasto in un teglia da 20 cm di diametro imburrata e coperta con carta forno. E' molto morbido, è così che dev'essere.
Appiattirlo con le mani in modo che abbia uno spessore uniforme. E' basso, non vi preoccupate.
Cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 20/25 minuti 
Togliere dal forno e non toccare per 5 minuti.
Con un coltello affilato tagliare i biscotti a forma di rettangoli più o meno regolari; lasciare quindi raffreddare del tutto prima di toccarli.
Ho coperto con la salsa al caramello salato realizzato come indicato nel libro 'Crepe is the new black' a pag 116.

 

giovedì 15 marzo 2018

AVANZI TUTTA! UN ESERCITO DI SCARTI ALLA RISCOSSA!

Se parlando di Avanzi vi vien voglia di storcere il naso, se l'unico loco che ritenete adatto ad accogliere gli scarti alimentari è il secchio della spazzatura...significa che non avete avuto mai la fortuna di imbattervi in una rubrica come questa che tratta di avanzi e di scarti con intelligenza, con estro, con competenza.
Questo mese vogliamo coinvolgervi, portarvi con noi alla scoperta di un universo di piatti gustosi, accattivanti, belli e inusuali alla base dei quali c'è l'intento di una rivalutazione dei prodotti di scarto, alla base dei quali c'è la volontà di elevare gli scarti dimostrando quali meravigliosi piatti si possono realizzare a partire proprio dalla loro RINASCITA!
NON CHIAMATELI SCARTI, CHIAMATELI NUOVE POSSIBILITA'!!!